Per chi sono io?

La classe 4C del Liceo delle Scienze Umane, accompagnata da suor Rosa e dalla prof.ssa Rossi, ha partecipato a una giornata presso l’Istituto del Sacro Cuore di Brescia, insieme alle suore presenti in struttura, con l’obiettivo di riflettere sulla domanda: ‘Per chi sono io?’
Partendo dalle parole di Papa Francesco:
“I giovani devono porsi una domanda importante: Per chi sono io? Quando accoglieranno nel cuore la risposta a questa domanda, troveranno il senso più profondo della loro esistenza e saranno persone trasfigurate dalla gioia.”
 
                                                         

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Grande Festa

Una grande festa per la Comunità Religiosa

Una celebrazione emozionante quella che abbiamo vissuto sabato 6 maggio nella comunità di Bergamo bassa.
Sr Ancy ha pronunciato il suo “Si” definitivo nella nostra Famiglia Religiosa.

Quanti sguardi, sorridi, incontri; quanta commozione e quanti gesti hanno segnato la nostra Comunità per questo grande Dono.
Il Signore ama la sua Chiesa e non smette mai di stupirci e di regalarci gioie grandi.
A noi il compito di fidarci e affidarci sempre, proprio come ha fatto anche Santa Teresa quando ha pensato e guidato la nascita del nostro Istituto.
Che Dio sia sempre la tua guida, Sr Ancy, e che ogni giorno e per sempre tu possa rinnovare il tuo Sì nelle sue mani.

   

... NON POSSIAMO DIRTI ADDIO...

Non possiamo dirti addio, sr Flavia.

Non possiamo, perché in queste ore ci sembra di rintracciare la tua orma silenziosa e solerte in qualche angolo della casa. Ci è sembrato di scorgerti nel tuo studio, curva sui conti o su di un libro di cucina, in sala da lavoro a dire parole incoraggianti e ad ascoltare. Sei stata, innanzi tutto Sorella per noi e per tutti quelli che hai incontrato, balsamo per l’anima e per il corpo, rifugio nelle ore in cui la paura tratteneva dal pensare al futuro.

Donna di poche parole, donna di parola, se le mura del tuo ufficio potessero parlare, racconterebbero di come il tuo dire diretto, riguardoso, benevolente è stato mille volte balsamo, mille volte traduzione concreta di un modo di educare che fa liberi, perché il tuo sorriso, spoglio di giudizio, sapeva scandire il tempo della consolazione e quello dell’impegno.

Ti rivediamo in tante nostre case, china sulle carte e sulle persone, quasi a venerare la bellezza, a rintracciare la tenerezza di quel Dio che hai sempre servito per primo, col coraggio di lasciarlo in chiesa per andare a ritrovarlo nel cuore e nel corpo di chi soffriva… in tanti luoghi ti rivediamo e sappiamo che dove tu hai seminato briciole di memoria, qualcun altro raccoglierà ceste di riconoscenza.

Non vogliamo dirti addio, ce lo impediscono la gratitudine di tante Figlie del Sacro Cuore che con dedizione, amore e competenza hai servito nei giorni belli e nei giorni gravati dalla preoccupazione, rimanendo accanto, spiando compiaciuta ogni minimo ritorno alla speranza, la gratitudine di tante persone che sapevi sostenere con quell’inconfondibile mitezza tutta tua, che mai ti ha abbandonato, e che rendeva più lievi anche i momenti più gravosi. La tua confidenza in Dio, sorprendente, spesso otteneva l’effetto di far ritrovare confini precisi per le cose da nulla, e orizzonti sconfinati per quelle importanti.

Non possiamo dirti addio, ce lo impedisce l’esserti sorelle, un vincolo che ci unisce non solo nella fede, ma nella certezza di una possibilità: si può essere sorelle, ce lo hai insegnato tu, si può vivere da sorelle senza rinunciare alla libertà, mettendo in gioco la propria perché gli altri abbiano vita, si può essere sorelle al di qua e contemporaneamente al di là del tempo e dello spazio. Ora che hai trovato casa nel Cuore di Dio, che sai che cosa vuol dire eternità, prepara anche per noi stanze in cui possiamo pian piano abituarci a vivere per sempre, a superare il dolore dei distacchi temporanei, ad accogliere la sconcertante semplicità di un Dio che sì, era morto, ma ora vive per sempre, che ama attraverso l’assenza, che custodisce attraverso la lontananza.

Non possiamo dirti addio, sr Flavia e, per ogni volta che vorremo parlare con te, ci diamo appuntamento nel Cuore di Gesù.

...DOPO CIRCA 20 ANNI...


Nembro -Bergamo-

Il saluto delle Figlie del Sacro Cuore di Gesù alla Comunità di Nembro... dopo circa 20 anni al servizio nella Scuola Materna, dell'oratorio, alla Parrocchia, alla Casa di Riposo, alle famiglie.. La vita, tutta la nostra vita, è scandita dal tempo e dai tempi. Anche nella Bibbia leggiamo che c’è un tempo per ogni cosa. Ogni cosa a suo tempo. OGGI, anche per noi, Figlie del S. Cuore di Gesù, è giunto il tempo di lascare questa accogliente e generosa comunità di Nembro. Insieme, abbiamo trascorso, più o meno, una ventina di anni e, in questo momento, penso che in ciascuno di noi qui presenti, in maniera diversa, nel nostro cuore e nei nostri pensieri, si accavallano sentimenti, avvenimenti, emozioni, eventi… forse tanti, troppi, per essere elencati uno ad uno. In questi anni, noi suore, abbiamo prestato il nostro servizio nella scuola, in Oratorio, alla casa di Riposo, nelle famiglie, in Parrocchia. E senza voler escludere nessuna, vogliamo ricordare in particolare suor Nicoletta Andriani, suor Margherita, suor Teresa, suor Fernanda, suor Maria Pia, suor Guglielmina, suor Elisabetta, suor Angela e tante altre che hanno donato un pezzo della loro vita a servizio di questa bella comunità e con noi e per voi hanno percorso un tratto della loro strada.

Ora, vogliamo semplicemente affidarvi due parole:

GRAZIE e SCUSA.

Innanzitutto grazie al Signore per il dono di esserci, per la grazia della vita e della fede. Grazie a voi, ad ognuno di voi, per quanto ci avete regalato in amicizia, affetto, stima, riconoscenza, fiducia. Grazie per aver avuto l’opportunità di incontrarci ed intessere con voi reazioni significative, sincere, ricche di simpatia e di cordialità. Poi la seconda parole: SCUSA. “Scusa Signore! “un’invocazione di perdono, perdono dato e ricevuto, gesto di umiltà, responsabilità, saggezza e il Signore sa quanto bisogno c’è di dar “circolare” il perdono nelle famiglie, nelle comunità, nel mondo. “Rimetti a noi i nostri debiti come anche noi li rimettiamo ai nostri debitori”. Tutto questo non è altro che riconoscerci creature fragili e bisognose degli altri, dell’Altro. Chiediamo perdono se non sempre siamo state testimoni fedeli e gioiose, se non sempre abbiamo saputo interpretare in pienezza le vostre richieste di aiuto, di bisogno, di necessità. Infine vorrei, vorremmo, lasciarvi con quanto papa Francesco ripete alla fine di ogni suo discorso, frase diventata a noi cara e familiare: “Non dimenticatevi di pregare per me”, per noi. E noi lo faremo per voi e vi ricorderemo con gratitudine e riconoscenza. Grazie!

"BUONGIORNO, ECCELLENZA"

“Buongiorno Eccellenza, 
Ci aiuti a capire l’importanza che può avere oggi per noi la fede…
Ci aiuti a capire come la Chiesa possa essere ancora per noi un punto di riferimento…
Come la Chiesa possa aiutarci a leggere i valori cristiani nel contesto politico….”

Sono queste alcune delle domande alle quali il nostro Vescovo, Monsignor Giuseppe Zenti, ha risposto, in una sala pianoforte gremita di studenti insolitamente attenti e silenziosi.

Partendo dal “senso di meraviglia” che ci prende di fronte alla complessità dell’universo e al capolavoro costituito dalla vita, il Vescovo Giuseppe (così ci ha simpaticamente invitati a chiamarlo) ha sottolineato che l’avere fede è, innanzi tutto, atto costitutivo del nostro esistere e del nostro rapportarci con gli altri. 
Senza la fiducia, infatti, le relazioni della nostra vita non avrebbero senso, sarebbero fallimentari.
La fede in Dio costituisce quindi un “di più”, una sorta di valore aggiunto alla nostra umanità.
La Chiesa, comunità di tutti i credenti, molto può fare oggi in termini di vicinanza e di accoglienza (come mostra Papa Francesco, così attento ai poveri del mondo) ma anche la politica, se viene intesa come sforzo autentico, non può costituirsi come una contrapposizione di parti, ma deve operare per il bene di tutti.
Il Cristiano non è tale perché “fa” qualche cosa di diverso dagli altri, ma perché “è” intensamente e l’ateo non è chi non crede, ma chi è egoista. Chi ha fede si contraddistingue per l’amore, anche se si sente fragile e lontano da Dio.
L’intervento del Vescovo si è concluso con un riferimento a Sant’Agostino, grande genio, paragonato a Leonardo!
La dottrina dell’Illuminazione, la memoria, il tempo sono stati i vari, grandi temi del filosofo di Ippona affrontati da Monsignor Zenti con profonda competenza ma soprattutto con genuina passione!

Grazie Vescovo!

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